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Oltre l’aceto: il Grasparossa di Manicardi conquista una pagina della Gazzetta di Modena

Oltre l’aceto: il Grasparossa di Manicardi conquista una pagina della Gazzetta di Modena

Martedì 28 luglio, tra le pagine della sezione Italia Mondo della Gazzetta di Modena, la rubrica “La guida ai vini” ha dedicato uno spazio importante alla nostra Azienda Agricola.

Per molti il nome Manicardi è sinonimo di aceto balsamico, ed a ragione — è il prodotto di famiglia più conosciuto, presente sia in Italia che sul mercato estero da anni. Tutto nasce però con la cantina, la quale ha una sua storia lunga quasi mezzo secolo, ed è proprio questa la storia che il giornale ha scelto di raccontare.

Una vigna che parla di famiglia

Tutto parte da Enzo Manicardi, che quasi 46 anni fa ha scelto di dedicarsi alla vigna per creare un vino rosè che piacesse a sua moglie. Un progetto che oggi porta avanti la famiglia con la figlia Maria Livia alla guida. A Enzo si deve la decisione, tutt’altro che scontata all’epoca, di scommettere su Castelvetro di Modena, la patria del Lambrusco Grasparossa. Qui il Signor Enzo acquistò i terreni negli anni Ottanta, e nell’83 raccolse le prime uve.

Da allora la gamma è divenuta sempre più ampia, raccogliendo le necessità del mercato e dei consumatori più esigenti. Il principio Manicardi è lo stesso da sempre: nessuna scorciatoia, tanta pazienza in cantina. Da sempre si coltivano uve di Grechetto Gentile e Lambrusco Grasparossa di Castelvetro.

Tre etichette, al centro del racconto, i vini su cui la cantina ha investito di più negli ultimi tempi in termini di cura tecnica e identità.

Vigna Cà del Fiore, il cru che rappresenta il vino più alto della produzione: uve coltivate su una collina dedicata con particolare esposizione a sud.

Fabula, dedicato alla memoria della Signora Veva — moglie del fondatore. Un blend di Grechetto Gentile e Lambrusco Grasparossa; bouquet delicato e piacevole.

Il Vino della Casa, un Grasparossa Doc dal nome giocoso, pensato per la convivialità più autentica: quella delle trattorie, delle eno-osterie, dei pranzi di famiglia. Un vino frizzante con appena 11 gradi che invita naturalmente al secondo bicchiere.

Quello che ci ha fatto piacere, leggendo il pezzo, è vedere riconosciuto il lavoro che va avanti da decenni. Per una realtà come la nostra, radicata nel territorio modenese quanto il balsamico che ci ha resi noti, trovare spazio su un giornale storico come la Gazzetta di Modena significa anche questo: raccontare a chi ci legge ogni giorno una parte di noi che magari non conosceva ancora.

Se volete leggere il pezzo per intero, con tutti i dettagli sulla nostra storia in vigna e sui vini raccontati dal giornale, potete sfogliare l’edizione cartacea del 28 luglio oppure scaricare il PDF dell’estratto direttamente dal nostro sito. Buona lettura, e alla vostra prossima bottiglia di Grasparossa.

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